giovedì 5 aprile 2012

Il corriere colombiano - Massimo Carlotto



Continua il viaggio di Massimo Carlotto nell'esplorazione dei mutamenti della criminalità organizzata e del territorio insieme alla sua più celebre creatura, Marco Buratti ovvero l'Alligatore.
Nel "Il corriere colombiano"(Ed. E/O, pag. 139, Euro 9,50) il celebre investigatore senza licenza, insieme ai suoi più fedeli amici, il bandito milanese Beniamino Rossini e l'ex giornalista detto Max la Memoria, mago nello scovare informazioni ed archiviarle sono alle prese con un caso che viaggia sul filo tra la Colombia e il Veneto.
Un caso spinoso, un traffico di stupefacenti nella quale viene incastrato un innocente, Nazzareno Corradi. L'Alligatore viene quindi coinvolto dall'avvocato difensore del Corradi nel disperato tentativo di far luce sul caso e di trovare le prove dell'innocenza del suo cliente.
Un ennesima grande prova letteraria di Carlotto che mette a nudo ormai una giustizia corrotta ed arrivista dove i protagonisti della vicenda, legati ad un tempo forse ormai passato e morto del tutto, devono fronteggiare i mutamenti sia della criminalità, rappresentati ormai dalla forza del traffico di droga e dei narcos colombiani, sia della giustizia e dei suoi rappresentanti cosi corrotti e senza scrupoli da lasciare un innocente a marcire in gattabuia solo perchè aveva un conto in sospeso con la polizia.
Dentro questa morsa che soffoca, i protagonisti vengono schiacciati, mossi solamente da un senso di giustizia che ormai sembra una chimera inarrivabile. I buoni, in questo ecosistema, non esistono. Esiste solo una società brutale e senza scrupoli dove anche un ideale giusto viene macchiato dalle modalità con le quali si cerca di raggiungerlo: omicidi, violenza, minacce. Questa è una guerra: veloce, feroce. Non c'è spazio per atti di pietà. Se ti fermi, sei fottuto. Carlotto lo sa bene e lo rappresenta su carta ancora meglio. Questo libro oltre che essere intriso da rabbia feroce e disillusione è anche un atto di amicizia: nelle note dell'autore infatti scopriamo come il personaggio di Nazzareno Corradi fosse veramente un amico di Carlotto e che per rispetto ad ideali ormai passati non si è mai piegato a fare l'infame o tradire i propri amici. 
In un mondo ormai che è più nero che mai, esistono ancora individui che, nonostante abbiano sbagliato, conservano ancora un bene innestimabile: la dignità.
Con uno stile ormai ben collaudato fatto di paragrafi veloci e ritmo serrato, Carlotto ci regala ancora  una storia che oltre ad avere un intreccio ben costruito è anche strumento che sensibilizza il lettore sui problemi territoriali del NordEst, la terra che l'autore ama ed odia. 
Un libro che consiglio: scorrevole, veloce, efficace e divertente.

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