sabato 9 agosto 2014

Tim Willocks - I dodici bambini di Parigi



Un libro che attendevo con ansia ma che ha deluso parte delle mie aspettative.
I dodici bambini di Parigi è un'opera imponente, tanto quanto la sua precedente Religion, più di settecento pagine nel bel mezzo della follia più pura rappresentata dal massacro di San Bartolomeo del 1572.
Aspetti positivi di questo romanzo sono sicuramente la prosa vivida di Willocks con la quale affresca le pagine con orrore, violenza e follia pura trasformando le gesta più violente come il natural fluire delle cose. Le scene sembrano talmente reali e vere che al lettore sembra di camminare per le strade di Parigi in mezzo a tutti quei tumulti. La traduzione di Marco Piva Dittrich è un ulteriore punto a favore di quest'opera tanto che rende ancor più leggero (se di leggero si può parlare di un massacro truculento) la mole imponente di tutte queste pagine.
Ma veniamo agli aspetti rivedibili. In primo luogo, il suo protagonista Tannahuser, a mio modesto parere appare una specie di Terminator inarrestabile in ogni scena d'azione. Nessun graffio, nessuna fatica, niente acido lattico a fare dolere i muscoli. Un super uomo che lascia scie di cadaveri (chiedere a 19 miliziani che incontrano la sua furia) sul suo cammino e nessuna possibilità d'appello.
Dal punto di vista del mero ritmo il romanzo è abbastanza blando e per un romanzo di 733 pagine è una nota abbastanza dolente. Pochi colpi di scena, tante scene d'azione che si risolvono alla stessa maniera e il lettore si vede sballottato da quartiere a quartiere per poi tornare nel quartiere precedente nella vana speranza che il nostro protagonista ritrovi Carla, la moglie amata ed incinta del loro figlio.
Proprio lei, la moglie che abbiamo potuto conoscere nel primo volume della saga, è mai possibile che tutti si innamorino o vengano affascinati da lei? Ok, c'è coerenza col personaggio e in questo Willocks forse ha voluto dare una rappresentazione della purezza e della forza d'animo in contrasto con la follia e il caos puro che accerchia il suo personaggio ma alla lunga questa cosa stanca.
Anche Tannahuser appare come un personaggio tormentato, perennemente diviso dalle sue emozioni ma alla fine dategli in mano una spada e risolverà tutto....
La caratterizzazione dei personaggi di contorno invece l'ho apprezzata molto : i ragazzi che Tannahuser incontra nel suo vagare nell'inferno parigino risaltano come fari nella notte più buia. Gregoire, Juste, le figlie dello stampatore, la garzona Estelle, i Topolini sono tutti frammenti che aiutano il nostro protagonista nella ricerca della sua amata che coincide con la salvezza della sua anima.
Un libro complesso, multi strato, con luci ed ombre come giusto che sia per un'opera così imponente che soddisferà gli amanti delle ricostruzioni storiche ma che alla lunga potrebbe annoiare gli amanti delle scene serrate d'azione.


Autore : Tim Willocks
Titolo : I dodici bambini di Parigi
Anno : 2014
Prezzo : Euro 19,00
Editore : Multiplayer



  • Punti di forza : prosa evocativa e fotografica ; ottima traduzione che snellisce il tutto rendendo il romanzo scorrevole ; ambientazione folle e caotica


  • Punti di debolezza : Personaggio principale sembra un killer invincibile ; il ritmo ha pochi slanci e alla lunga ne risente; forse alcuni capitoli appesantiscono il romanzo (un centinaio di pagine in meno sarebbe stato meglio)


  • Voto de L'angolo del nero : 5,5







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